martedì 25 settembre 2007

CONTRO L'ANORESSIA: MA E' DAVVERO EFFICACE?


MA LA SOCIETA' DELL'APPARIRE E DELL'IMMAGINE SI PUO' COMBATTERE CON UN'ALTRA IMMAGINE? O SERVE SOLO A RIBADIRE CHE SI E' UN FOTOGRAFO, IN QUESTO CASO OLIVIERO TOSCANO, CHE FA DELLO SCANDALO E DELLE CAMPAGNE CHOC IL SUO PUNTO DI FORZA? E' MAI SERVITO VEDERE LE IMMAGINI DELLE VIOLENZE NEGLI STADI O DEI BAMBINI ROSI DALLA FAME O DEGLI EFFETTI DELL'INQUINAMENTO SUL CLIMA PER COMBATTERE QUESTI DISASTRI?

6 commenti:

Tereza ha detto...

La questione è complessa, caro Nicola.
Le tue ragioni son tutte fondate.
Eppure io, donna, non ho provato fastidio per quell'immagine, anzi.
Ho pensato che servisse ad illustrare il dramma dell'anoressia, e di quanto si porta dietro e appresso, con un urlo fotografico sì, ma straziante.
Non so se sia possibile parlare di un fenomeno così drammatico e così esasperatamente legato all'idolatria dell'immagine senza usare un'immagine di contrapposizione, qualcosa che dica urlando di dolore: ecco l'obiettivo finale che vi si propone e che vi lasciate assegnare.
E' un discorso controverso e difficile.
Stavo già pensando di farne un post e mi piacerebbe legarlo a questo tuo in qualche modo.
Tereza
p.s. ricevuto e risposto al tuo messaggio.
Inviata mail come promesso.
Ma tu ricevi le mie risposte in pvt o riesci solo ad inviare?
baci

Nicola ha detto...

Temo che riesca solo a riceverle

Anonimo ha detto...

Per coloro che soffrono di questa terribile malattia, penso che questo genere di immagini sia inutile.Non ci si riconoscono e sono capaci di negare l'evidenza,
Ciao

Cristiana

Finazio ha detto...

L'anoressia è una patologia, non si combatte coi manifesti. Non si cura l'anoressia con la demagogia.

caramella-fondente ha detto...

Ritengo, che al di la' di iniziative-spot di carattere pubblicitario, le case di moda dovrebbero mostrare il loro senso di responsabilita' attraverso impegni concreti, come quelli chiesti loro attraverso il Manifesto nazionale di autoregolamentazione della moda contro l'anoressia, firmato lo scorso 22 dicembre. Ad esempio, mettendo a disposizione delle clienti, nei negozi, taglie come la 46 e la 48, evitando di portare sulle passerelle modelle di una magrezza 'malata' e impegnandosi a trasmettere un modello di bellezza quantomeno diversificato....ma anche e soprattutto con una adeguata prevenzione "psicologica" ai disagi che portano all anoressia....

ikla ha detto...

Sono un po' in ritardo con qs commento, ho aperto da poco un blog... e sono mamma di una figlia di 14 anni, che l'anno scorso è stata ricoverata per anoressia.
Ho pensato molto all'utilità di qs campagna pubblicitaria e le mie conclusioni sono molteplici:
1. è una campagnia pubblicitaria e ha come primo scopo aumentare le vendite del prodotto
2. le ragazze che soffrono di anoressia non si riconoscono in quell'immagine, perché hanno una distorta immagine del proprio corpo, quindi a loro non serve assolutamente
3. forse l'immagine può avvicinare al problema più persone di un articolo di giornale, ma non mi pare che l'opinione pubblica non sia già abbastanza informata sul difficile rapporto che molti hanno con il cibo
4. molte ragazze cadono nella trappola dell'anoressia perché sono insicure, hanno bisogno di conferme continue e hanno modelli sbagliati di felicità. La popolarità di qs ragazza anoressica potrebbe avere l'effetto contrario a quello desiderato: una ragazza anoressica potrebbe essere tentata di rimanere tale proprio perché avrebbe una possibilità in più di essere famosa;)
5. Toscani ha saputo una volta di più come farsi pubblicità!
Nonostante queste mie idee, non mi sento di giudicare chi ha voluto attirare l'attenzione sul problema, ma mi viene il dubbio che innanzitutto si sia guardato ai propri interessi, e non a quelli dei malati di anoressia.
Vienimi a trovare sul mio blog. Mi piacerebbe avere qualche breve commento:)