mercoledì 5 novembre 2008

LA GRANDE LEZIONE AMERICANA

C’E’ UNA GRANDE LEZIONE DI DEMOCRAZIA CHE CI HA IMPARTITO IERI L’AMERICA ELETTORALE E NON E’ QUELLA LEGATA AL LORO SISTEMA, CHE PREMIA IL CANDIDATO CHE FA INCETTA DEL VOTO DI GRANDI ELETTORI PIUTTOSTO CHE DI QUELLO POPOLARE, ANZI SE CI PENSIAMO BENE E’ ESSENZIALMENTE ANTIDEMOCRATICO: PERCHE’ IL VOTO DI UN ELETTORE DI UNO STATO DEVE ESSERE PIU’ PESANTE DI QUELLO DI UN ALTRO? LA LEZIONE CE L’HA IMPARTITA INNANZITUTTO McCAIN CHE SUCCESSIVAMENTE ALLA SCONFITTA HA FATTO DICHIARAZIONI MIRANTI ALL’UNITA’, DI RICONOSCIMENTO DELLA SCONFITTA, DI PORTATA STORICA DELL’EVENTO E POI IL POPOLO AMERICANO CHE IN UN MOMENTO DI CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA GLOBALE OLTRE CHE INTERNA HA AVUTO IL CORAGGIO DI CAMBIARE, DI PORRE FINE AL MAL GOVERNO REPUBBLICANO DEGLI ULTIMI ANNI. IN ITALIA NON SIAMO STATI CAPACI DI UNA SIMILE REAZIONE. IN ITALIA TOLLERIAMO L’ARROGANZA E L’INCOMPETENZA DI CHI CI GOVERNA. IN ITALIA UN SOTTOSEGRETARIO PUO’ ESSERE ACCUSATO DA PIU’ PENTITI DI COLLUSIONI CON LA CAMORRA SENZA NEANCHE ESSERE SFIORATO DALL’IDEA DI DIMETTERSI, IN ITALIA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PUO’ RAPPRESENTARE UN CONCENTRATO DI POTERE MEDIATICO E FINANZIARIO SENZA PRECEDENTI, SENZA CHE LA MAGGIORANZA DEL PAESE STORCA IL NASO E SE SULLA SUA TESTA PENDONO PIU’ CAPI D’IMPUTAZIONI E’ SOLO PER IL COMPLOTTO DI UN MANIPOLO DI MAGISTRATI ROSSI. E’ UNA GRANDE LEZIONE QUELLA CHE CI HANNO DATO GLI AMERICANI… PECCATO CHE NON LA RECIPIREMO MAI. NO, WE CAN’T!

3 commenti:

Irnerio ha detto...

Poco fa, rispondendo anche a te, ho commentato così nel mio blog:

"Volevo sottolineare anche la frase che ho sentito o letto nei commenti odierni:

'Bush ha governato cavalcando la paura, Kennedy governava facendo leva sulla speranza. Obama ha capito che aveva ragione Kennedy.'

Mentre noi?
Antonio Albanese docet: ci manca solo che nominino un vero Ministro della Paura!
Peccato che Previti si sia 'ritirato'."

augusto ha detto...

Caro cittadino, leggevo poco fa che il comitato no TAV-Valsusa esiste ancora. Nessuno lo ricordava più. almeno non mi pare, e questi cittadini continuano la loro lotta. Perchè iniziare tante battaglie, se poi non se ne porta avanti neanche una? Ora, da Sardo non potrebbe interessarmene, però è un chiaro esempio di come la sinistra dell'"Yes i can", diventa in Italia"Yes i cannot".

di Sinistra, non sinistrato.

Fraterni saluti.

caramella-fondente ha detto...

Per questo il sogno americano (l’ I have a dream…di M.L. King, ripreso da J.F.Kennedy nel suo discorso post elettorale, ed oggi infine da Obama) incarna ormai il mito dell’America in quanto simbolo di democrazia e di tutte le libertà, simbolo del possibile e del realizzabile, simbolo incarnato e sintetizzato nell’altrettanto ormai mitica affermazione: YES, WE CAN! …affermazione che nelle nostre italiche bocche suona però solo come un beffardo scherzo del destino, uno strappo, un furto, un qualcosa che non è nostro e che mai lo sarà, a meno che la nostra volontà di cambiamento, prima che le sembianze e l’esteriorità, non conquisterà i nostri cuori e le nostre viscere, affermando e praticando quello spirito di servizio e sacrificio che Obama ha chiesto all’America di condividere con lui, per superare insieme le avversità e difficoltà che li aspettano nel lungo e faticoso cammino verso il mondo nuovo che stanno per costruire.
Ieri ho pianto per la commozione nel vedere Obama trasmettere tanto amore e devozione nel futuro dei suoi cittadini
Qui abbiamo solo una gerontocrazia stupida, arrogante, presuntuosa che non gliene fotte nulla dell uguaglianza, dei diritti civili, sociali di ogni cittadino: pensa solo al suo fottutissimo portafoglio (è l unico valore che conosce)

Ciao Nicola