mercoledì 10 ottobre 2007

RIFORMIAMO IL RIFORMISMO

QUAL'E' IL SENSO DEL RIFORMISMO OGGI? SEMPRE PIU' LE FORZE POLITICHE RICORRONO A QUESTA PAROLA PER SEGNALARE IL LORO VIRTUOSISMO, MA PERCHE' LE RIFORME DEVONO ESSERE INTESE SOLO NEL SENSO DI UNA DERIVA DESTRORSA DEL NOSTRO PARLAMENTO? E' O NON E' RIFORMISMO CHIEDERE A GRAN VOCE UNA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO PER DEBELLARE IL PRECARIATO E RIDARE SICUREZZA AI GIOVANI ITALIANI? SICUREZZA CHE NON DEVE TRADURSI NECESSARIAMENTE IN UN POSTO FISSO TOUT COURT, MA UNA REALE FLESSIBILITA' CHE GARANTISCA UN FUTURO SERENO. E' O NON E' RIFORMISMO CHIEDERE UNA RIFORMA CHE CANCELLI I PARTITI DALLA GESTIONE DELLA RAI, CHE GARANTISCA MAGGIORANZE CERTE E DURATURE, ALMENO PER UNA LEGISLATURA, CHE RISPETTI I DIRITTI CIVILI, QUALCUNO SA CHE FINE HANNO FATTO I PACS O I DICO, CHE TUTELI IL MALATO RICONOSCENDOGLI IL DIRITTO ALLA MORTE E QUELLO ALLA VITA ATTRAVERSO LO STUDIO E LO SFRUTTAMENTO DELLE CELLULE STAMINALI? E' O NON E' RIFORMISMO CHIEDERE UNA MAGGIORE TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE? SONO TANTE LE COSE DA FARE EPPURE LA NAVIGAZIONE DEL GOVERNO E' SEMPRE A VISTA... E DOMENICA CI SONO LE PRIMARIE!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come al solito,hai pienamente ragione,Questo governo doveva e deve fare queste riforme,perchè se arrivano gli altri tutto sarà ancora più satatico per almeno 5 anni.
Un caro saluto

Cristina

caramella-fondente ha detto...

E' una domanda che mi sono fatta anche io: "Perchè tanta paura del riformismo?".....io mi sono data questa risposta:
oggi il riformismo rimane, in Italia, una pattuglia di politici coraggiosi e basta, un pugno di generali senza esercito: soprattutto senza l’esercito rappresentato dai sindacati che sono sempre stati, invece, il nerbo tradizionale di tutte le socialdemocrazie europee. O meglio, l’esercito almeno potenzialmente ci sarebbe, ma è un esercito riluttante a impegnarsi in combattimento.
L’incapacità di organizzare un vero scontro politico contro i propri avversari interni alla stessa sinistra, l’incapacità altresì di produrre una leadership coraggiosa e all’altezza dei problemi rimangono dunque i tratti distintivi del riformismo italiano, della sua solitudine. Privo di truppe e costantemente intimidito, esso si è abituato ormai a contare solo sul gioco per linee interne, sugli accordi di vertice, sull’immancabile verdetto della storia di domani a favore dei grilli parlanti di oggi. Ai quali perciò non rimane che prepararsi all’appuntamento fatidico stilando programmi e organizzando convegni....triste vero?