martedì 27 novembre 2007

ANCORA E ANCORA E ANCORA...

952! TANTI SONO I MORTI PER LAVORO DALL'INIZIO DELL'ANNO: LUNEDI' ALTRE DUE STORIE. SONO DIVENTATE TALMENTE TANTE CHE ORMAI CI DIMENTICHIAMO LE PRECEDENTI, CI STIAMO ABITUANDO ANCHE A QUESTO, COME D'ALTRONDE CI SIAMO ABITUATI AI MORTI DELLE GUERRE, AGLI INCIDENTI DEL SABATO SERA, ALLE VITTIME DELLE DROGHE, ALLE CATASTROFI AMBIENTALI. MA FERMIAMOCI UN MOMENTO E PENSIAMO AL DOLORE DI MAURIZIO ALBERTAZZI CHE LUNEDI' E' STATO SCHIACCIATO DALLE MURA CROLLATE NEL LOCALE CALDAIA DOVE STAVA LAVORANDO O A QUELLO DI GIOVANNI BENENATI PRECIPITATO DAL TETTO DI UN CAPANNONE BATTENDO IL CAPO SULL'ASFALTO DOPO UN VOLO DI 8 METRI, PENSIAMO ALLO STRAZIO DELLE LORO FAMIGLIE E A COME L'INDIFFERENZA UCCIDA CONTINUAMENTE I FAMIGERATI MORTI BIANCHI.

1 commento:

Giò ha detto...

Sono la sorella di Maurizio Albertazzi. Cercare di spiegare il dolore per la perdita di una persona amata è difficile. Io amavo mio fratello con una intensità che toglie il respiro...ora il respiro manca in mille momenti della giornata. Non riesco neanche ad immaginare il momento in cui quel maledetto muro è crollato e lui non è riuscito a scappare...So che mio fratello ha cercato di scappare, lo so perchè fiutava il pericolo ad un miglio di distanza, era agile come un gatto....e non ce l'ha fatta.
E' vero che faceva un lavoro a rischio, me lo diceva sempre, però cercava di stare attento, di essere prudente. Lì non ha potuto fare nulla, perchè non dipendeva da lui. C'era chi doveva accertare le condizioni di sicurezza in cui gli operai dovevano lavorare.
Non era forse possibile e più sensato accertarsi dell'instabilità di un muro vecchio e costruito da chissà chi e chissà quando prima di mettere in pericolo la vita di due persone??? Sono queste le domande a cui dovrà essere data una risposta. Ora che il peggio è accaduto ci vuole almeno una giustizia.
15 anni fa abbiamo perso il papà, è stata dura ma io, la nostra Mamma, Maurizio e Paolo abbiamo cercato di ricostruirci un nucleo.
Noi eravamo tutti l'uno per l'altro, le persone più importanti per noi eravamo noi.....la nostra modesta famiglia unita.
Non riesco e non posso accettare che per la negligenza di qualcuno il mio fratellino ci sia stato strappato con violenza, che nel fare il suo lavoro, umile ma dignitosissimo, abbia pagato con la vita la colpa di qualcun'altro.
Mi auguro davvero che la meschinità umana non abbia il sopravvento. Se io fossi responsabile della morte di qualcuno vorrei pagare, non potrei vivere con un peso così enorme.
"Mauri, oggi è Natale e per la prima volta nella nostra vita non siamo stati insieme, non ci siamo scambiati il nostro regalino...nulla sarà più come prima...ne abbiamo passate tante insieme e sempre le abbiamo superate...il papà, la malattia di Paolo, della Mamma...ma questa è troppo grande....ci manchi, ci hanno strappato un pezzo di cuore...se penso alla tua umiltà e alla tua dolcezza mi sento morire di dolore...Tu sei speciale e non meritavi che qualcuno ti uccidesse...nessuno lo merita e tu meno di altri...Ciao fratellino!"