giovedì 8 ottobre 2009

TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI, MA NON TUTTI SIAMO UGUALI!

NOTIZIE PER CERTI VERSI CONTRASTANTI IN QUESTE ULTIME ORE.
COME AUSPICATO LA CORTE COSTITUZIONALE, A DIFFERENZA DI GIORGIO NAPOLITANO, HA SVOLTO APPIENO LE SUE FUNZIONI DICHIARANDO INCOSTITUZIONALE IL LODO ALFANO PERCHE', TRA L'ALTRO, VIOLA L'ARTICOLO 3 DELLA CARTA COSTITUZIONALE: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
DALL'ALTRA PARTE, PERO', C'E' UN'ALTRA NOTIZIA CHE MI FA DUBITARE CIRCA L'EFFETTIVA UGUAGLIANZA DEI CITTADINI ITALIANI: DE GENNARO, ALL'EPOCA DEI MISFATTI DI GENOVA CAPO DELLA POLIZIA, E' STATO PROSCIOLTO... UN ENNESIMO BRUTTO COLPO AL DOLCE RIPOSO DI CARLO GIULIANI!

1 commento:

giuseppe50 ha detto...

Le parole scritte nella Costituzione devono essere ancora applicate parzialmente.
Ad esempio tra impiego privato e pubblico ed anche tra privato e privato e tra pubblico e pubblico, ci sono notevoli differenze di trattamento, ancorchè la qualifica sia la medesima.
Questo è solo un'esempio, ne potrei fare a milioni.Tuttavia è il più emblematico, visto che lo stesso Stato, datore di lavoro è assolutamente fuori legge.
Ricordo, aq proposito di immigrazione, che il fatto di risiedere nel territorio italiano e pagare le tasse, non significa essere cittadini italiani.E' solo come se uno si prende in affitto una camera a casa tua e pretende di esserne diventato proprietario. In relatà con le tasse gli immigrati pagano solo i servizi di cui usufruiscono nel territorio italiano. Non possono mai essere equiparati a chi in italia è nato.